CIRCOLO DEL CASTELLAZZO REGOLAMENTO 

Capitolo 

OGGETTO DEL REGOLAMENTO

Art. 1 – Il presente regolamento, adottato in conformità e nell’ambito delle norme statutarie dell’Associazione Circolo del Castellazzo, ha per oggetto la normativa dell’uso da parte dei soci della sede sociale, relativi impianti ed attrezzature, la determinazione dei criteri per l’applicazione delle quote sociali e dei contributi di frequenza, nonché il procedimento per l’esercizio del potere disciplinare ed i relativi provvedimenti. Nel contesto del presente regolamento l’Associazione Circolo del Castellazzo sarà anche detta per brevità l’Associazione.

Art. 2 -I soci sono tenuti alla scrupolosa osservanza delle norme dello Statuto, del presente regolamento, nonché dei provvedimenti adottati dal Consiglio Direttivo, che nel contesto del presente regolamento sarà detto anche per brevità il Consiglio, nell’ambito della propria competenza.

                                                                                                              Capitolo II

DELL’ACCESSO ALLA SEDE SOCIALE

Art. 3 – L’accesso alla sede sociale nonché l’uso degli impianti ed attrezzature, secondo gli orari stagionali approvati dal Consiglio Direttivo, è rigorosamente riservato.

  1. ai soci e loro famigliari, per questi ultimi nei limiti più oltre previsti;

  2. ai soci di altri Club o Società con i quali vigano accordi di reciprocità;

  3. agli invitati dei soci e dell’Associazione.

 Art. 4 – Il coniuge del socio ed i di lui figli purché conviventi potranno accedere alla sede sociale ed usufruire degli impianti sportivi, dietro il pagamento dei contributi di frequenza previsti e stabiliti dal presente regolamento.

Art. 5 – I figli dei soci in età inferiore agli anni dieci, potranno frequentare la sede sociale soltanto se accompagnati dai genitori.

Il Consiglio Direttivo, soprattutto in occasione di manifestazioni o gare, potrà stabilire limitazioni per la frequenza dei figli dei soci di età inferiore gli anni 10.

Art. 6 – Biciclette, auto e motocicli, dovranno essere parcheggiati esclusivamente nelle aree all’uopo predisposte ed ivi in guisa tale da non arrecare intralcio al flusso ed al deflusso degli altri veicoli.

Art. 7 – E’ fatto rigoroso divieto di introdurre cani o altri animali nella sede sociale

Capitolo III 

DEGLI INVITATI

Art. 8 – Il socio che desidera invitare persona parente o amica dovrà darne preventiva comunicazione al Direttore; il socio invitante avrà cura di fare sottoscrivere all’ospite l’apposito registro tenuto presso la sede sociale.

Art. 9 – In occasione di feste o altre manifestazioni, il Consiglio potrà rivolgere inviti a nome dell’Associazione Circolo del Castellazzo.

Art. 10 – L’invitato potrà accedere alla sede sociale accompagnato dal socio invitantem e se non residente in Provincia di Parma, potrà usufruire delle attrezzature e impianti nel rispetto delle norme previste dal presente regolamento, nonché di quelle adottate dal Consiglio Direttivo nell’ambito della propria competenza. L’invitato residente in Provincia di Parma non potrà usufruire degli impianti ed attrezzature sportive.

Art. 11 – Il Consiglio Direttivo potrà deliberare su motivata richiesta, di concedere biglietti di invito straordinari in deroga di quanto sopra.

Art. 12 – I soci sono tenuti ad usare della facoltà di invito con moderazione per cui in caso di richieste eccessive il Consiglio si riserva il diritto di limitare le concessioni.

Capitolo IV

NORME GENERALI DI COMPORTAMENTO E USO DEGLI IMPIANTI E ATTREZZATURE

Art. 13 – E’ impegno morale del socio, oltre l’osservanza scrupolosa del regolamento;

  1. l’anteporre l’interesse sociale e la buona convivenza nella comunità, alle proprie pretese;

  2. contenere il giusto spirito agonistico nei limiti dell’amichevole e fraterna competizione sportiva:

 Art. 14 – Il personale del Circolo dipende a tutti gli effetti dalla Associazione Circolo del Castellazzo, è tenuto a rispondere unicamente nei confronti del Consiglio, riceve ordini ed istruzioni soltanto dal Consiglio medesimo e dal Direttore ed ha l’obbligo di fare osservare lo Statuto e il Regolamento nei confronti di tutti i soci, familiari e invitati secondo le istruzioni all’uopo impartite.

I frequentatori del Circolo sono tenuti a non discutere con il personale, ed a rivolgersi per eventuali reclami, doglianze, richieste, unicamente al direttore o in sua assenza alla segretaria.

Art. 15 – E’ rigorosamente vietata l’elargizione di regalie o mancie da parte di singoli Soci a favore del personale.

E’ invece consentita la costituzione di un fondo comune di regalie e di singole elargizioni di soci da ripartirsi in parti uguali fra i dipendenti a cura della Direzione.

Art. 16 – La disponibilità degli impianti e delle attrezzature verrà regolamentata dal Consiglio Direttivo, avuto riguardo alla necessità della pulizia e della

manutenzione ordinaria e straordinaria. All’interno del Circolo, sarà esposto in continuazione un quadro riportante le eventuali limitazioni.

Art. 17 – I frequentatori della sede sociale dovranno porre la massima attenzione a che non siano arrecati danni ai locali, agli impianti, ai mobili e alle piantagioni e comunque a tutto quanto fa parte del patrimonio comune.

Art. 18 – Di qualsiasi danneggiamento dovuto ad incuria, o trascuratezza sarà fatto carico ai responsabili.

Il socio risponderà altresì del fatto addebitabile ai propri familiari ed invitati.

Art. 19 – E’ fatto assoluto divieto:

  1. di praticare sports negli spiazzi interni del Circolo non appositamente predisposti;

  2. di calpestare i tappeti erbosi, cogliere rami di fiori dalle piante;

  3. di qualsiasi gioco d’azzardo;

  4. di qualsiasi clamore, intemperanza materiale e verbale o altre manifestazioni non consone al decoro dell’ambiente.

Art. 20 – I figli dei soci di età inferiore agli anni dieci dovranno sostare nelle zone ad essi riservate e sempre tenere un contegno tale da non arrecare disturbo o molestia ai frequentatori del Circolo.

Art. 21 – L’Associazione nell’ambito del Circolo non è comunque responsabile per furti, smarrimenti di denaro, oggetti di valore, indumenti, attrezzi sportivi, automezzi, motocicli, ciclomotori, biciclette, cavalli e bardature di proprietà di soci e familiari, di ospiti e frequentatori a qualsiasi titolo.

Art. 22 – I soci e i familiari potranno noleggiare, compatibilmente con le disponibilità, uno o più armadietti negli spogliatoi, per l’uso dei quali verseranno anticipatamente la quota annuale una tantum deliberata dal Consiglio. Qualora le richieste superassero le disponibilità, si provvederà all’assegnazione secondo la priorità delle domande.

Gli assegnatari sono tenuti a riconsegnare gli armadietti in perfette condizioni di manutenzione.

Art. 23 – La fornitura ai Soci di dotazioni sportive e accessori sarà regolamentata dal Consiglio Direttivo per quanto concerne la determinazione degli oggetti, dei prezzi e delle modalità delle forniture stesse.

Capitolo V

DEI COMITATI ESECUTIVI E DELLE COMMISSIONI TECNICHE

Art. 24 – Il Consiglio Direttivo nomina tra i Soci i membri dei Comitati esecutivi del nuoto, del tennis e dell’equitazione, nonché ulteriori Comitati Esecutivi, preposti ad altre attività previste dallo Statuto Sociale, ove se ne ravvisasse l’opportunità.

I Comitati Esecutivi sono composti di tre membri che durano in carica per la durata del Consiglio che li ha nominati; il membro di un Comitato Esecutivo non può essere contemporaneamente membro di altro Comitato Esecutivo.

Art. 25 –Il comitato Esecutivo elegge nel suo seno il Presidente che lo rappresenta di fronte al Consiglio. Ai Presidente ed ai membri dei Comitati Esecutivi competono le mansioni previste dallo Statuto sociale e ad essi in particolare sarà demandata l’esecuzione dei deliberati del Consiglio, per i vari settori di attività; sarà demandato altresì di mantenere i rapporti tra i soci e il Consiglio Direttivo nonché di formulare pareri, suggerimenti e proposte per il miglior andamento dei singoli settori.

Art. 26- Il Comitato esecutivo equitazione redige all’inizio di ogni anno sociale un preventivo e lo presenta per l’approvazione al Consiglio Direttivo.

Art. 27 – Le Commissioni tecniche dei settori tennis-nuoto-equitazione sono composte ciascuna dal Consigliere preposto al settore che presiede la commissione stessa, dai membri dei Comitati esecutivi e dal maestro addetto alla relativa disciplina sportiva. La Commissione tecnica del settore equitazione è composta dai membri del Comitato Direttivo della scuola equitazione di cui all’art. 51.

Art. 28 – Le Commissioni tecniche provvederanno a predisporre i programmi dell’attività agonistica dell’Associazione da sottoporre all’approvazione del Consiglio; provvederanno altresì all’organizzazione, preparazione e svolgimento dell’attività agonistica nel settore di rispettiva competenza.

Capitolo VI 

DEL SERVIZIO BAR-RISTORANTE

Art. 29 – I servizi Bar e Ristorante, riservati ai soci, familiari ed invitati, funzioneranno secondo gli orari deliberati dal Consiglio Direttivo, d’accordo con le gestioni dei servizi stessi.

Art. 30 – Eventuali osservazioni, doglianze, richieste relative al servizio predetto, dovranno essere indirizzate al Direttore (o alla segreteria) evitando qualsiasi discussione con il gestore o con il personale.

Art. 31 – I soci sono tenuti a regolare direttamente i conti con le gestioni del Bar e del Ristorante e il Circolo non assume alcune responsabilità in ordine ai rapporti tra i singoli soci e le gestioni dei detti servizi. 

Capitolo VII

DELLA SEZIONE NUOTO

Art. 32 – Prima di immergersi nell’acqua, è fatto obbligo di servirsi degli impianti doccia.

Art. 33 – E’ vietato introdurre nelle piscine oggetti comunque pericolosi o tali da arrecare molestia o fastidio agli altri frequentatori.

Art. 34 – Al piano di calpestio delle piscine si può accedere soltanto a piedi scalzi o con apposite calzature.

Art. 35 – E’ fatto assoluto divieto di circolare in costume da bagno o accappatoio al di fuori della zona riservata al solario.

Art. 36 – Il Consiglio Direttivo potrà a richiesta organizzare corsi di nuoto e di ginnastica per i soci e familiari; in occasione delle lezioni potranno essere disposte limitazioni per l’uso delle piscine, comunque nelle giornate non festive e negli orari di minor frequenza.

Art. 37 – L’accesso alle piscine degli inesperti nel nuoto e dei bambini più piccoli è lasciato all’esclusiva personale responsabilità del socio e dei suoi familiari; per qualsiasi necessità dovrà essere richiesto l’intervento immediato del personale addetto alla piscina e occorrendo del maestro di nuoto.

Art. 38 – L’uso della piscina coperta sarà disciplinato secondo orari particolari che saranno esposti nell’apposito quadro e dietro il versamento del contributo speciale determinato dal Consiglio.

Capitolo VIII

DEL TENNIS

Art. 39 – I campi di giuoco sono assegnati a richiesta dei soci dal Direttore (o da che per esso), cui è devoluta la scelta del campo.

Art. 40 – Le prenotazioni potranno effettuarsi su non più della metà dei campi mentre la disponibilità dei rimanenti, ad eccezione di quello destinato al maestro, verrà concessa dal Direttore secondo le richieste dei presenti con priorità dei primi arrivati e tenendo conto delle eventuali ore già usufruite nel corso della giornata o della settimana.

Le prenotazioni potranno comunque essere effettuate per non oltre due ore la settimana.

Art. 41 – Sui campi non soggetti alla prenotazione, negli orari di maggior frequenza, ed in caso di più richieste contemporanee verrà data la precedenza alle partite di doppio: qualora non vi sia disponibilità di campi ed intervengano nuove richieste, il Direttore ha facoltà di invitare coppie di giocatori in singolare ad accogliere una seconda coppia in doppio. La pronta adesione a tale invito, – occorrendo – anche da parte dei giocatori impegnati nei campi prenotati è gesto sportivo oltre che dovere di cortesia.

Il campo soggetto a prenotazione è considerato libero se non viene occupato entro quindici minuti dall’inizio dell’ora dal titolare della prenotazione.

Art. 42 – Il Consiglio potrà limitare l’accesso ai campi nei confronti dei figli dei soci in determinate ore della giornata, nei pomeriggi del sabato e nella giornata della domenica.

Art. 43 – Il Consiglio Direttivo stabilisce:

  1. l’orario di apertura e di chiusura dei campi di gioco. Ogni variazione verrà resa nota mediante avviso nell’apposito quadro; l’assegnazione di un campo a disposizione di maestri e allenatori; in determinati giorni o periodi potrà essere loro messo a disposizione un secondo campo;

  2. l’assegnazione di un campo in determinati giorni ed ore a giocatori designati dalla Commissione Tecnica;

  1. la limitazione dell’uso di campi per consentire lo svolgimento di gare, tornei e manifestazioni;

  2. i costi del servizio dei raccattapalle, se disponibili il relativo ammontare sarà precisato in apposite tabelle.

Art. 44 -E’ d’obbligo sul campo di gioco la tenuta da tennis completamente bianca scarpe da tennis senza tacchi, sbarrette o chiodi di qualsiasi genere; è consentito l’uso del maglione, pullover o tuta di colore; è comunque vietato giocare a torso nudo o in canottiera.

Art. 45 -Ai figli dei soci di età inferiore agli anni 18, è fatto d’obbligo usare i reparti degli spogliatoi ad essi riservati.

Art. 46 -Il maestro di tennis è a disposizione dei Soci per lezioni individuali e collettive secondo gli orari dettati dal Consiglio Direttivo, sentito il Comitato esecutivo tennis.

Art. 47 -A chi non gioca, è vietata la sosta sui campi di gioco in qualsiasi circostanza; il divieto non riguarda i maestri, allenatori, commissari tecnici, capitani di squadra ed arbitri.

Art. 48 -Il Consiglio Direttivo avrà la facoltà di regolamentare l’eventuale uso serale dei campi coperti, nonché di determinare l’importo dei relativi contributi a norma dell’art. 85 del precedente regolamento.

 Capitolo IX

PRATICA GOLF

Art. 49 – Compatibilmente con la disponibilità dello spazio necessario il Consiglio potrà predisporre un settore per la pratica del Golf. In tal caso è riservata al Consiglio la facoltà dell’ingaggio di un maestro allenatore, nonché la regolamentazione del servizio e la nomina del Comitato esecutivo e l’importo dei contributi per il noleggio delle palline e delle mazze.

Capitolo X

DELL’EQUITAZIONE

 Art. 50 –La scuola Parmense di equitazione dell’Associazione Circolo del Castellazzo è riconosciuta dalla Federazione Italiana Sport Equestri (FISE). La FISE fa parte del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) dalla quale è a sua volta riconosciuta quale rappresentante degli sport equestri in Italia: La Scuola è rappresentata presso gli organi federali ed è diretta dal Consiglio Direttivo della Associazione Circolo del Castellazzo.

    1. La Scuola Parmense di equitazione dell’Associazione Circolo del Castellazzo accetta incondizionatamente tutte le disposizioni statutarie della FISE e si impegna ad accettare eventuali provvedimenti disciplinari che – a norma dell’art. 35 dello Statuto federale – il Consiglio Federale dovesse adottare a suo carico nonché le decisioni che le Autorità federali dovessero prendere in tutte le vertenze di carattere tecnico e disciplinare attinenti all’attività sportiva.

Gli eventuali utili della gestione della Scuola saranno tassativamente destinati a totale vantaggio dello sport equestre.

    1. Non potranno essere chiamati a ricoprire cariche sociali:

      1. coloro che abbiano riportato condanne regolarmente passate in giudicato per delitti non colposi.

      2. Coloro che abbiano subito squalifiche complessivamente superiori ad un anno inflitte dal CONI o da una Federazione Ippica Nazionale.

    2. Le prestazioni di tutti i dirigenti eletti sono fornite a titolo gratuito ed onorifico.

    3. L’esercizio finanziario della Scuola Parmense di equitazione della Associazione Circolo del Castellazzo ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ogni anno.

    4. L’Associazione Circolo del Castellazzo non potrà apportare modifiche di sorta al proprio regolamento prima che la FISE abbia espresso la sua esplicita approvazione in merito alla proposta di variazioni sottopostale.

In caso di mancata approvazione da parte della FISE l’Associazione Circolo del Castellazzo sceglierà tra la rinuncia alla variazione del proprio regolamento e la perdita dell’affiliazione e degli eventuali particolari riconoscimenti.

    1. In caso di scioglimento, tutte le attività sociali che eventualmente rimanessero dopo l’estinzione dei debiti, dovranno essere versate alla FISE che le devolverà a favore di altra Associazione che sorgesse a Parma con gli stessi intendimenti o, in caso di impossibilità a favore dello sport equestre.

Art. 51 -L’Associazione mette a disposizione di tutti i soci e della Scuola di equitazione l’istruttore di equitazione e i cavalli completi di bardature.

Art. 52 -I soci dell’Associazione Circolo del Castellazzo possono tenere cavalli di proprietà presso le scuderie del Circolo.

Art. 53 -L’accesso agli impianti ippici è riservato esclusivamente ai soci ed ai loro familiari.

Tuttavia essendo la scuola riconosciuta dalla F.I.S.E. ed avendo come fine la propaganda e diffusione degli sport equestri, il Consiglio Direttivo potrà consentire, sulla proposta del Comitato esecutivo dell’equitazione, a giovani di ambo i sessi che non abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, anche non soci, di frequentare speciali corsi di equitazione dietro il versamento di un contributo in misura da determinarsi di volta in volta.

Detti giovani non potranno usufruire del circolo e degli altri impianti sportivi in funzione nel circolo stesso.

Art. 54 -Il costo delle lezioni con cavalli di proprietà dell’Associazione e della quota associativa straordinaria per i cavalli di proprietà dei soci è stabilito dal Consiglio Direttivo sentito il parere del Comitato d’equitazione e viene esposto all’albo sociale. Il costo delle lezioni e della quota può variare durante l’anno.

Art. 55 -Le lezioni dovranno essere prenotate e si svolgeranno negli orari che il consiglio direttivo fisserà stagionalmente. La prenotazione vale per la lezione e non per un determinato cavallo. Il cavallo viene assegnato a giudizio insindacabile dell’istruttore. I cavalli di proprietà dell’Associazione potranno essere usati per passeggiate solo con l’accompagnamento dell’istruttore.

Gli orari debbono essere osservati scrupolosamente da tutti i soci. Le lezioni avranno la durata effettiva di 50 minuti circa. Il socio che non si presenta alla lezione prenotata è tenuto ugualmente al pagamento del tagliando.

Art. 56 -Ogni socio è responsabile verso l’Associazione degli eventuali danni arrecati agli impianti, alle attrezzature ed ai materiali per la sua colpa e negligenza. Per i minorenni è responsabile il padre o chi ne fa le veci.

Art. 57 -L’abbigliamento dei soci che montano a cavallo dovrà essere decoroso ed adeguato all’ambiente e allo sport, secondo le prescrizioni del regolamento F.I.S.E.

E’ obbligatorio per gli allievi (sino al diciottesimo anno di età) l’uso del Cap.

Art. 58 -L’Associazione è assicurata contro i rischi di R.C. per danni procurati a persone ed a cose da cavalli di proprietà dell’Associazione stessa e dei soci che si trovano presso le scuderie del Circolo.

Art. 59 -L’Associazione può accettare cavalli a fida di proprietà dei soci secondo accordi che si stabiliranno di volta in volta.

Art. 60 -I soci possono tenere cavalli presso le scuderie dell’Associazione dietro pagamento di una quota associativa straordinaria che dovrà essere corrisposta entro 8 giorni dall’avviso.

La comproprietà dei cavalli è limitata al massimo di due soci.

Art. 61 -I cavalli fruiranno della seguente razione base:

  • fieno Kg. 7

  • biada Kg. 3

  • paglia Kg. 12. Fruiranno inoltre:

  • di governo, sistemazione in box e pulizia delle bardature;

  • dell’uso degli impianti, delle attrezzature e dei servizi.

Il socio potrà inoltre far muovere il proprio cavallo dall’istruttore o da chi per esso.

Art. 62 -Sono a carico del socio proprietario di cavalli:

  • le spese di mascalcia, selleria, veterinaria, cure e medicine;

  • gli accessori vari (paracoda, paraglomi, stinchiere, fascie, ecc.);

  • le spese per gli eventuali aumenti della razione base. Il cavallo deve inoltre avere la seguente dotazione:

  • una capezza da scuderia;

  • una bardatura completa;

  • una coperta da scuderia e una invernale;

  • una tabella con il nome del cavallo che per uniformità verrà fornita dall’Associazione.

Art. 63 -Esigenze di carattere organizzativo danno facoltà insindacabile all’Associazione di variare l’assegnazione del box e dello scudiero.

Art. 64 -Nella quota associativa straordinaria è compresa la disponibilità di un box per il ricovero del cavallo.

Nel caso di assenza temporanea del cavallo la quota associativa straordinaria potrà essere ridotta.

Gl’importi delle quote associative straordinarie sono determinate dal Consiglio Direttivo ed esposte all’albo sociale.

L’obbligo del pagamento della quota associativa straordinaria cessa in caso di morte o di vendita del cavallo.

Art. 65 -I soci proprietari di cavalli che non siano tenuti presso le scuderie dell’Associazione, potranno usufruire degli impianti, esclusi i boxm dietro pagamento di una quota straordinaria pure fissata dal Consiglio Direttivo ed esposta all’Albo Sociale.

Art. 66 -L’Associazione non si assume alcuna responsabilità per danni che dovessero derivare al cavallo in box, come pure durante l’attività equestre e durante le operazioni di curam di governo e di eventuali trasporti.

Art. 67 -Il cavallo di proprietà potrà essere montato esclusivamente dai proprietari e loro familiari. Se affidato alla monta di altri soci non proprietari di cavallo questi saranno tenuti al pagamento del tagliando.

Art. 68 -Nessun cavallo potrà essere montato da estranei all’Associazione salvo specifica autorizzazione del Consiglio Direttivo e del Comitato esecutivo equitazione.

Art. 69 -Nessuna richiesta o disposizione deve essere impartita dai soci anche se proprietari, direttamente al personale di scuderia, ma esclusivamente tramite l’istruttore o il Comitato esecutivo.

Art. 70 -Tutte le prestazioni relative alle cure dei cavalli (ivi compresa la ferratura) ed all’attività equestre, vengono fornite esclusivamente da personale a ciò preposto dall’Associazione.

Art. 71 -Quando la scuola dell’Associazione è impegnata in manifestazioni interne od esterne in cui siano in gioco il prestigio e gli interessi sociali di qualunque genere, tutti i soci nell’ambito delle loro possibilità e disponibilità debbono considerarsi impegnati ad aderirvi e comunque a favorirne la migliore riuscita.

Art. 72 -Nel caso in cui uno o più soci intendano partecipare a concorsi ippici avranno diritto, se disponibile, ad un uomo di scuderia al seguito dei cavalli in trasferta. Tutte le spese di trasporto, trasferta dello scudiero e mano d’opera sostitutiva dello scudiero assente, saranno a carico dei partecipanti ai concorsi e suddivise sul numero dei cavalli in trasferta.

Art. 73 -L’attività equestre ed agonistica degli allievi è regolata dalla direzione della scuola secondo le particolari norme della F.I.S.E. Pertanto, non è consentita alcuna interferenza addestrativa. Gli allievi sono tenuti a partecipare a tutte le attività addestrative. Di detta partecipazione, sarà tenuto conto per la valutazione, scelta e precedenza nella formazione di squadre rappresentative della scuola.

Art. 74 -Durante lo svolgimento delle riprese non è consentito in alcun modo e per nessun motivo, a chicchessia, intervenire, con suggerimenti né distrarre l’istruttore durante le lezioni.

Art. 75 -E’ fatto divieto ad amazzoni, cavalieri ed allievi entrare a ripresa iniziata ed uscire, prima della fine della stessa se non autorizzati dall’istruttore.

Tutti i partecipanti ad una ripresa devono uniformarsi alla stessa.

Art. 76 -E’ fatto divieto lavorare cavalli alla corda nel maneggio coperto e scoperto e nel campo ostacoli. Il lavoro alla corda può essere svolto nello spazio appositamente riservato.

Art. 77 -E’ in facoltà del Consiglio Direttivo della Associazione, sentito il comitato esecutivo equitazione o il Comitato direttivo della scuola, variare programmi ed orari per particolari esigenze addestrative in preparazione di gare o manifestazioni di altro genere e di disporre all’uopo dei cavalli dell’Associazione nel modo che riterrà più opportuno.

Capitolo XI

DELLE QUOTE SOCIALI E DEI CONTRIBUTI DI FREQUENZA

Art. 78 -Ad ogni quota dell’Associazione corrisponde l’onere del pagamento di una quota associativa ordinaria annuale nonché del pagamento di un contributo una tantum all’atto dell’associazione.

Le quote sociali, il contributo una tantum e i contributi di frequenza annuali saranno deliberati di anno in anno dal consiglio direttivo e ratificati dall’assemblea. Il socio è tenuto ai relativi versamenti entro e non oltre trenta giorni dalla data della deliberazione assembleare. Trascorso tale termine ove il pagamento non venga effettuato il consiglio potrà invitare il socio moroso ad effettuare il versamento entro un termine, trascorso il quale verrà impedito l’accesso alla sede sociale, ed iniziata la azione legale per ottenere il pagamento.

Art. 79 -Il pagamento della quota sociale dà diritto al socio di accedere alla sede sociale, e di usufruire del tennis, della piscina e del servizio bar ristorante.

Per l’uso dei campi da tennis, i familiari del socio di età inferiore agli anni 16, saranno tenuti al pagamento dei contributi di frequenza da versarsi annualmente in uno alla quota sociale.

I figli dei soci di età inferiore agli anni 16 non sono tenuti al versamento di alcun contributo. Tuttavia ove il Socio non intenda usufruire del servizio tennis potrà designare, mediante comunicazione alla segreteria, in sostituzione, un familiare di età superiore agli anni 16 cui non verrà richiesto alcun contributo.

Per l’uso dei campi nelle ore serali, il Consiglio stabilirà annualmente il sovrapprezzo orario che i soci e i familiari dovranno corrispondere di volta in volta a mani del personale addetto che rilascerà ricevuta.

Per l’uso del campo coperto il Consiglio determinerà l’importo forfettario stagionale da corrispondersi dal socio e suoi familiari all’atto della iscrizione.

Art. 80 -I soci corrisponderanno presso la segreteria e all’atto della prenotazione i compensi determinati dal Consiglio per i maestri allenatori nonché il prezzo per l’acquisto e l’uso delle dotazioni sportive e accessorie. Del pari saranno versate direttamente presso la segreteria all’atto della prenotazione gli importi per i corsi collettivi di tennis, nuoto, ginnastica e equitazione.

Capitolo XII

DEL PROCEDIMENTO E DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

 Art. 81 -I provvedimenti disciplinari sono adottati dal collegio dei Probiviri eletto dall’assemblea, nei confronti dei soci e loro familiari.

In caso di particolare gravità e urgenza e se è stato promosso il procedimento disciplinare il Consiglio Direttivo può sospendere provvisoriamente il socio o un suo familiare dalla frequenza al Circolo; il provvedimento decade se non è confermato dal Collegio dei Probiviri entro 15 giorni.

Le relative deliberazioni sono inappellabili.

Art. 82 -I provvedimenti disciplinari possono consistere in un richiamo verbale, in un richiamo scritto, nella sospensione a tempo indeterminato dall’accesso alla sede sociale.

La sospensione a tempo indeterminato può essere revocata soltanto con provvedimento del collegio dei probiviri. Perdurando la sospensione, la persona colpita dal provvedimento non potrà accedere alla sede del circolo, il socio non avrà altresì diritto di voto in assemblea. La sospensione è personale e non si estende ai familiari della persona nei cui confronti la misura disciplinare è stata adottata.

Art. 83 – Il procedimento disciplinare è promosso dal Presidente del consiglio direttivo mediante contestazione scritta all’interessato degli addebiti. Copia della contestazione verrà contemporaneamente inviata al collegio dei Probiviri.

La comunicazione dovrà indicare i termini massimi entro i quali sarà concesso inviare proprie difese e contestazioni direttamente al collegio giudicante.

Art. 84 – Trascorso il termine assegnato per le discolpe, il collegio dei Probiviri delibererà la adozione di eventuali provvedimenti disciplinari con maggioranza dei due tersi dei suoi componenti. L’interessato avrà in ogni caso diritto di essere personalmente sentito.

Del provvedimento adottato dovrà essere in ogni caso data comunicazione all’interessato a mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno.

In caso di controversie o dispute insorte tra i soci o tra i frequentatori nell’ambito dell’attività associativa o comunque nella sede sociale, il collegio dei Probiviri, a richiesta delle parti interessate, potrà fungere da collegio arbitrale e da amichevole compositore: in tale ipotesi, udite le parti, si pronuncerà pro bono et equo.

L’osservanza di quanto deliberato dal Collegio arbitrale è dovere di gentiluomo.

Capitolo XIII

DELLE COMUNICAZIONI AI SOCI

 Art. 85 – Tutte le deliberazioni di carattere generale del Consiglio direttivo relativamente a quanto previsto dal presente regolamento, saranno comunicate ai soci mediante affissione, a cura della segreteria, di avvisi negli appositi quadri e tabelle esistenti nell’ambito della sede sociale.

Per le comunicazioni di maggior importanza, il Consiglio direttivo disporrà, tramite la segreteria, comunicazioni scritte ai soci.

In ogni caso, dovranno essere trasmesse per iscritto le comunicazioni personali o riservate.

Capitolo XIV

DELLE MODIFICAZIONI DEL REGOLAMENTO

Art. 86 – Le eventuali deliberazioni di modifica del presente regolamento, emanate dal Consiglio direttivo a norma dell’art. 10 dello Statuto Sociale, sono provvisoriamente esecutive sino alla data di convocazione dell’assemblea che dovrà provvedere in ordine alla loro approvazione, a norma dell’art. 21 lett. C dello Statuto Sociale stesso.

N.B. Precisazioni approvate dalla Assemblea dei Soci del 15 marzo 2007:

  • Nucleo familiare: si intende per tale quanto previsto e specificato nell’art. 4 del Regolamento; il documento di riferimento è rappresentato dallo stato di famiglia. Eventuali situazioni contingenti che determinano convivenze more uxorio, ovvero l’inserimento in altri stati di famiglia, vengono valutati caso per caso, assunte le relative informazioni. I permessi di ingresso così concessi hanno sempre validità temporanea, di solito anno per anno, e sono subordinati alla richiesta del socio ed alla approvazione da parte del Consiglio. I permessi relativi ai conviventi more uxorio possono essere concessi esclusivamente per i titolari di azione e non per i componenti del suo nucleo familiare.

  • Uscita dal nucleo familiare: si intende per tale l’avvenuto matrimonio del soggetto ovvero il trasferimento per qualsiasi motivo della sua residenza in altro luogo rispetto a quello risultante nello stato di famiglia e quindi dal nucleo familiare, così come inteso secondo il Regolamento del Circolo, comporta la perdita irrevocabile del diritto di ingresso.

  • Rientro nel nucleo familiare: tutte le ipotesi di rientro del soggetto nel nucleo familiare del socio non costituiscono ripristino del diritto di ingresso al Circolo; la prole del figlio del socio che non abbia contratto matrimonio e che non abbia mai trasferito la propria residenza in altro luogo rispetto a quello indicato nello stato di famiglia del socio, viene ammessa al Circolo fino al compimento del 18° anno di età, in conformità analogica con quanto previsto per i figli di coniugi separati affidati al coniuge non socio.

  • Casi particolari: le situazioni non regolate dall’art. 4 del Regolamento e non contemplate dalle sue stesse indicazioni verrà regolata caso per caso.

Parma, 15 marzo 2007